Una notte da batticuore all'Olimpico che lascia in eredità grandi certezze ma anche enormi rimpianti. La Roma di Gasperini esce sconfitta per 4-3 contro il Real Madrid al termine di una sfida pirotecnica, giocata a ritmi altissimi e decisa solamente negli ultimi scampoli di match. Nonostante le difficoltà e i guai fisici, i giallorossi hanno tenuto testa ai Galacticos per ottanta minuti, sfiorando un'impresa storica. Tra i protagonisti assoluti spicca Donyell Malen, autentico spauracchio per la retroguardia madrilena: l'attaccante olandese si muove con autorità in mezzo ai campioni d'Europa, trovando giocate di altissimo livello e confermando il suo momento di crescita. Ottime indicazioni arrivano anche da Ndicka, autore di una prova di grande tempra nel cuore della difesa, e da Soulé e Mora, bravi a dare qualità e imprevedibilità alla manovra offensiva. A pesare sul bilancio finale, tuttavia, sono le disattenzioni sui calci piazzati: troppa libertà concessa agli uomini di Mourinho su palla inattiva, con Balerdi e Molina in difficoltà nel leggere i movimenti aerei dei Blancos. La Roma esce tra gli applausi scroscianti del proprio pubblico, ma resta l'amaro in bocca per un risultato che punisce oltre misura il coraggio mostrato in campo.